recensione di film
Una bimba di nome Sol e sua madre stanno andando a una festa. Sono allegre, felici e spensierate, anche se a un certo punto la piccola confessa alla madre che il suo desiderio più grande è che il papà non muoia. Un'ombra cala su di loro, ma non è disperazione, bensì una tristezza vinta dal desiderio di vivere e amare.
Nella scena successiva, Sol e sua madre arrivano in una grande casa con giardino, dove le zie stanno preparando una festa per il padre. Il nonno cura le piante, mentre i cugini giocano con i cani che popolano l’abitazione. L’atmosfera è quella dei grandi preparativi, ma il festeggiato sta molto male e passa tutto il pomeriggio a prepararsi con l’aiuto dell’infermiera per poter abbracciare i parenti, gli amici e la sua adorata figlia. Sol, non vedendolo scendere dal piano di sopra, dubita che lui la voglia vedere; il suo stato d’animo muta, diventa nervosa mentre arrivano gli ospiti, finché finalmente non riesce a riabbracciarlo.
Tótem – Il mio sole è il secondo film della regista Lila Avilés: un inno alla vita, alla meraviglia e alla forza dell’amore che trascende la malattia e la solitudine. Sol è una protagonista curiosa, mentre suo padre, un pittore, affronta il fine vita. Tutto ciò che circonda la famiglia è amore: dalle discussioni per trovare i soldi per le cure, alla scelta di restare uniti nella casa di famiglia per affrontare gli eventi con spirito sincero, senza inganni o retorica. La regista riesce, anche grazie alle ottime interpretazioni, a raccontare con leggerezza la resistenza di una famiglia che affronta l'ennesima prova della vita.
Titolo originale: Tótem
Regia e Sceneggiatura: Lila Avilés
Fotografia: Diego Tenorio
Montaggio: Omar Guzmán
Scenografie: Nohemi González Martínez
Costumi: Nora Solís e Jimena Fernandez
Musiche: Thomas Becka
Suono: Rune Palving
Messico/Danimarca/Francia, 2023 – Drammatico – Durata: 95′
Fulvio Caporale
l'articolo originale potete trovarlo qui: https://www.centraldocinema.it/totem-il-mio-sole/