recensione di film
Kate è una donna elegante, intelligente e colta che conduce un'esistenza dorata accanto a un marito facoltoso. Tuttavia, quando la malattia inizia a divorarle progressivamente i muscoli, la sua indipendenza svanisce, lasciando il posto a una doppia prigione: quella psicologica, costruita da un marito iperprotettivo, e quella sociale, fatta di pietismo e formalismo ipocrita.
In un crollo che vede il tradimento del coniuge e l'abbandono degli amici, Kate decide di assumere Bec, una studentessa universitaria sconclusionata e priva di esperienza medica. Sarà proprio Bec, con il suo tocco di anarchica follia, a restituirle la forza per affrontare non solo il declino fisico, ma anche i pregiudizi del proprio status sociale.
Hillary Swank affronta con maestria un ruolo difficile, dove la malattia è protagonista assoluta, e insieme a Emmy Rossum riesce a mantenere il film in equilibrio tra il dramma e l’ironia. Nonostante una regia a tratti incerta, dal ritmo lento e talvolta incline al patetico, l'alchimia tra le due attrici salva l'opera, trasformandola in un racconto di crescita reciproca. Il finale, inevitabile ma dignitoso, premia soprattutto Bec, che nel prendersi cura dell'amica trova finalmente un senso alla propria vita. Un film senza grandi pretese, nobilitato da due interpretazioni eccellenti.
Titolo originale: You are not you
Regia: George C. Wolfe
Soggetto: basato sul libro di Michelle Wildgen
Sceneggiatura: Shana Feste e Jordan Roberts
Fotografia: Steven Fierberg
Montaggio: Jeffrey Wolf
Scenografie: Aaron Osborne
Costumi: Marie-Sylvie Deveau
Suono: Steven Morrow
USA, 2014 – Drammatico – Durata: 102′
Cast: Hilary Swank, Emmy Rossum, Josh Duhamel, Stephanie Beatriz, Jason Morgan Ritter, Julian McMahon, Ali Larter
Fulvio Caporale
l'articolo originale lo potete trovare qui: https://www.centraldocinema.it/qualcosa-di-buono/