è un film che unisce diversi generi in un risultato notevole.
Obsession è un film acuto che gioca con serietà su un tema universale, il rifiuto come dramma personale ma anche come desiderio di uccidere chi ti rifiuta. La trama è complessa e piena di sfumature, ma non posso rivelare troppi dettagli altrimenti rovinerei la visione. Partiamo dal semplice filone che unisce i due protagonisti: Bear, un ragazzo semplice, impacciato, insicuro di sé che lavora in un negozio di musica insieme a Nikki. Lei è bella, intelligente, piena di passioni, ama la scrittura e condivide con Bear un’amicizia, come con gli altri colleghi del negozio. Ma non è così per Bear. Lui è ossessionato da Nikki. Da qui in poi si sviluppa un film notevole, uno dei migliori film horror degli ultimi anni perché con pochi mezzi il regista riesce a costruire un dramma shakespeariano, un thriller, un film horror e un film che fa davvero paura. Bear infatti decide, dopo la morte della sua gatta, che un modo per conquistare Nikki sia spezzare un bastoncino dei desideri, quelli che dovrebbero realizzare qualsiasi tipo di desiderio, ma Bear ne vuole esprimere solo uno: che Nikki lo ami sopra ogni cosa. E ovviamente la storia prende una piega tremenda.
Ma perché fa paura? Perché gli attori, oltre ad essere bravi, si muovono su un terreno pieno di mine e ogni volta che fanno un passo sembra che stia per esplodere tutto. Questa tensione che cresce sempre di più diventa anche un empatico riferimento a situazioni banalmente normali. Gelosie, ossessioni, rabbia latente, insicurezza, desiderio di essere amati e di essere rassicurati costantemente. In più la fatalità che un desiderio venga realizzato da non si sa bene chi: se da una forza malefica o da una forza benefica. Inoltre, il film è pieno di trovate che passano dal divertente al terrore. Piccole trappole narrative su un filo ritmico perfetto che ti inchioda al sospetto che qualcosa che desideri veramente potrebbe rivelarsi molto pericoloso. In un contesto dove le emozioni sono fragili e i protagonisti insicuri rispetto a ciò che provano, il regista Curry Barker realizza una trama talmente credibile che alcune scene mostrano il sottile confine fra una relazione d’amore e una gabbia sentimentale velenosa e asfissiante. E proprio questa doppia faccia narrativa ci porta verso la consapevolezza, dolorosa e inquietante, di quanto la relazione fra i due protagonisti contenga già in sé il seme della follia
Fulvio Caporale