Natura morta con briglia

Il secolo d'oro olandese

Ho letto il libro di Zbigniew Herbert, Natura morta con briglia. Il secolo d’oro olandese, edito in Italia da Adephi e non sono rimasto colpito. Herbert è uno sei poeti più importanti del Novecento, i suoi versi hanno il potere di incidere il nostro cervello e di rimanere come ferite sanguinanti nella nostra immaginazione. Non ci rimarginiamo facilmente dalla sua capacità lucida, geometrica, chirurgica di evocare immagini. Così la sua prosa. In questo saggio, infatti, Herbert ci porta oltre la pura lettura e ci conduce per mano in un mondo descritto con un linguaggio poetico e freddo, preciso e suggestivo dove ogni capitolo assomiglia ad un labirinto perfetto con una un inizio e una fine.

L’oggetto del suo racconto è il secolo d’oro olandese, verso cui non ho un particolare interesse; eppure, la lettura del saggio mi ha avvinto dall’inizio alla fine. L’autore attraverso il flusso dei suoi pensieri, la descrizione dei suoi ricordi e la lucentezza delle sue frasi ci narra la fine tragica di un pittore oscuro come Torrentius, oppure ci svela la quotidiana passione degli olandesi per la pittura; ci introduce alla crisi dei tulipani o ci ammalia con la descrizione dei paesaggi del pittore Jan van Goyen. E ci conduce direttamente nelle botteghe degli artisti, richiestissimi dalle famiglie dell'epoca: possedere un quadro della propria terra era una vera gara di gusto che determinava la posizione sociale di un capofamiglia. Entriamo così nelle case di una borghesia calvinista e conservatrice, scoprendo un mondo fatto di vita frugale, sobria e operosa. Passeggiamo fra un i sentieri e i fiumi di un paesaggio placido, tranquillo, solcato da mulini ma che racchiude storie e aneddoti inaspettati. Herbert mescola narrazione, diario di viaggio e riflessione con uno sguardo poetico e un distacco quasi aristocratico che affascina fino all'ultima pagina.

Ciò che più mi ha colpito di questo saggio è la sua assenza di pretese. Pur essendo un poeta, Herbert non gioca con il linguaggio per stupire o attirare l'attenzione con una prosa inutilmente aulica. Proprio per questo la lettura risulta un’esperienza singolare: ci si ritrova imbrigliati in storie che, solo in apparenza, potrebbero sembrare secondarie o noiose. Al contrario, il libro avvince e induce a tornare sui propri passi, nel timore — e nella speranza — di aver perso qualche dettaglio capace di impreziosire ancora di più la scoperta.

Zbigniew Herbert

Natura morta con briglia

Il secolo d’oro olandese

Traduzione di Andrea Ceccherelli
Biblioteca Adelphi.
2025, pp. 190, 8 tavole a colori fuori testo
isbn: 9788845940491

©Fulvio Caporale

Data di pubblicazione: sabato 27 dicembre 2025 • Pubblicato in: Recensioni libri