Miroirs (n. 3)

Il mistero di Laura

Un film di Christian Petzold. Con Paula Beer, Barbara Auer, Matthias Brandt. Drammatico. Durata 86 min. Germania 2025.

Laura, una giovane studentessa, accetta di partecipare a una gita con il fidanzato e una coppia di amici. Durante il viaggio, però, decide di tornare a casa; mentre il fidanzato la sta riaccompagnando in stazione, i due restano coinvolti in un incidente. Laura si salva per miracolo e viene accudita da una donna che vive poco distante dal luogo del sinistro. La donna, Betty, decide di ospitarla per alcuni giorni affinché la ragazza possa riprendersi dallo shock. Ben presto, Betty presenta Laura a suo marito e a suo figlio, che lavorano in un’officina nei paraggi. L’incidente è avvenuto in campagna: un contesto bucolico che sembra ideale per ritrovare la pace necessaria alla guarigione. Tuttavia, durante il soggiorno, Laura scoprirà il segreto che tormenta la famiglia che l'ha così gentilmente accolta.

L’attrice Paula Beer restituisce il carattere complesso di Laura attraverso una serie di silenzi, gesti pacati e buone intenzioni, esprimendo una ricerca di sé e degli altri carica di significati impliciti. Lo spettatore si trova a interpretare i suoi gesti più che a comprenderli razionalmente, poiché una cifra stilistica del film è proprio il non svelare mai del tutto i pensieri della protagonista.

Al contrario, Betty appare quasi come una strega che ammalia la sua giovane vittima per trattenerla a sé. La donna ha bisogno di Laura: si nutre della sua amicizia per tornare a vivere dopo un dolore profondo. Sebbene inizialmente scettici, il marito e il figlio di Betty finiscono per accettare Laura e il carico di speranza che rappresenta. Ma Laura non è una bambina e tentare di confinarla nel loro gioco emotivo può rivelarsi pericoloso.

Il regista Christian Petzold mostra un’attenzione delicata per i dettagli, lasciando che i personaggi sviluppino autonomamente un proprio codice dialogico. L’impressione che la sceneggiatura si scriva mentre gli attori recitano conferisce un fascino misterioso alle loro storie. La campagna e le case ariose, dove i protagonisti si muovono come in un luogo incantevole ma non immune alla sofferenza, offrono un contesto perfetto: è proprio in un luogo così pacifico che la natura delle relazioni umane emerge nitida, quasi in controluce.

Fulvio Caporale

Data di pubblicazione: mercoledì 25 febbraio 2026 • Pubblicato in: Recensioni film