Una danza macabra tra le ombre di Lione
In una notte umida e gelida del 1941, Bernard e Gervais giungono a Lione. Alle loro spalle preme l'orrore della prigionia, intorno infuria la guerra; davanti a loro, invece, brilla l’illusione di un rifugio nel calore di un'agiata famiglia borghese.
Gervais è legato a Bernard, ma ne disprezza segretamente l’ottimismo incorreggibile, quella capacità di scorgere il positivo persino nella loro condizione di evasi: senza soldi, senza libertà, braccati dai tedeschi. Il loro porto sicuro ha un nome: Hélène, una donna benestante che ha promesso a Bernard protezione e, infine, un futuro insieme come sua sposa.
Tuttavia, il destino deraglia: Bernard muore tra i binari della stazione di Lione, a un soffio dalla salvezza. Gervais, spinto dall'istinto di sopravvivenza, compie l'irreparabile: ruba l’identità dell’amico e si presenta alla porta di Hélène.
Ad accoglierlo trova due donne: Hélène e la sorellastra Agnès. Nell'immenso appartamento in cui vivono — un labirinto che somiglia a una prigione allargata — inizia una danza pericolosa tra personaggi che non sono mai ciò che sembrano.
Inizialmente, Gervais si crogiola nel lusso: lenzuola pulite, cibo dimenticato da anni, la sensazione di essere finalmente al sicuro. Convinto di essere il predatore, inizia a sedurle, certo di controllare ogni loro movimento. Ma è davvero lui il burattinaio, o è caduto in una ragnatela tessuta dalle due sorelle?
L’equilibrio precipita con l’arrivo di Julia, la vera sorella di Bernard. Con la posta in gioco che si alza — poiché Bernard è anche l'erede di un ricco zio — il gioco si fa spietato. Tre donne, ognuna mossa da scopi oscuri, e un uomo costretto a recitare una parte mortale per non essere smascherato.
Tra sorrisi taglienti, minacce velate e sottintesi crudeli, si consuma una battaglia per la sopravvivenza. Boileau e Narcejac orchestrano una magistrale fuga dalla verità, dove il male non risiede in chi appare apertamente ostile, ma in chi nasconde le proprie trame dietro una maschera di amabilità.
Il romanzo è un gioiello di cattiveria psicologica. Le due sorelle sono l'una l'ombra dell'altra: sembrano completarsi, ma tra loro scorre una guerra fredda e sotterranea. Gervais, dal canto suo, è il perfetto antieroe: convinto di dominare la situazione, finisce irretito in una trama invisibile di sospetti e trappole che lo rendono sempre più vulnerabile.
In questo noir vertiginoso e claustrofobico, gli autori si confermano narratori sinistri e profondamente crudeli. "Le Lupe" è un incastro di storie riprovevoli dove non esiste scampo. Solo alla fine, di fronte a un colpo di scena brutale che travolge ogni speranza, emergerà l'unica verità possibile. Una verità pronunciata in punta di morte, che lascerà il lettore attonito e senza fiato.
Le lupe
di Pierre Boileau e Thomas Narcejac
Adelphi editore, 2024
Traduzione di Lorenza di Lella, Francesca Scala
pp.179