La morte è un problema dei vivi di Temu Nikki

un divertente gioco con la morte

In una Finlandia contemporanea, due vicini di casa finiscono per lavorare insieme in una situazione improbabile. Risto (Pekka Strang) e Arto (Jari Virman) si conoscono solo di vista; Arto, in passato, ha fatto saltuariamente da babysitter al figlio di Risto. Non sanno, però, che la sfortuna che sta per abbattersi su entrambi cementerà il loro rapporto.

Risto è un giocatore seriale, un ludopatico grave che ha già dilapidato tutti i risparmi di famiglia e arriva a giocarsi persino i soldi del regalo del figlio. Arto, al contrario, è un uomo tranquillo e serafico che lavora in una scuola materna. Tuttavia, dopo una visita medica, si scopre che Arto possiede solo il 15% della massa cerebrale: in pratica, è un uomo "senza cervello". Il fatto eccezionale diventa rapidamente di dominio pubblico; Arto viene additato dai media e dai conoscenti, perde il lavoro e la compagna decide di non volere più figli da lui.

A questo punto, Arto e Risto iniziano a sostenersi a vicenda lavorando come becchini. Ma poiché la sventura attira altra sventura, vengono coinvolti nei loschi giri di un'attività illegale dove devono smaltire cadaveri nei modi più impensabili. Da questo momento, le loro vite iniziano a bruciare rapidamente, lasciando poco spazio alla normalità e catapultandoli in una condizione ai limiti della sopportazione.

L’amicizia è uno degli elementi cardine in quest’ultimo lungometraggio di Teemu Nikki, regista finlandese già noto per opere come Lovemilla, Euthanizer, Nimby e il celebre Il cieco che non voleva vedere Titanic. Il film offre molteplici spunti: la morte, il denaro, la ludopatia, le famiglie distrutte dalla follia umana e la banalità del male. Ciò che convince di più è la sorta di "frullato narrativo" in cui il regista unisce frammenti di cronaca per raccontare fatti eccentrici, ambigui e paradossali all’ennesima potenza.

Forse manca un perfetto equilibrio tra i due protagonisti, poiché Nikki si concentra maggiormente su Risto a scapito di Arto. È un peccato, perché entrambi gli attori sono eccellenti e il personaggio di Arto possiede notevoli implicazioni ironiche, mentre tutto intorno a loro si consuma una tragedia che sfascia ogni relazione. Nel complesso, il film è riuscito, sostenuto da un buon ritmo e da due personaggi straordinari immersi in una vita terribilmente e tragicamente ordinaria.

Regia, Soggetto, Sceneggiatura e Montaggio: Teemu Nikki
Fotografia: Jyrki Arnikari
Scenografie: Santtu Toivola
Costumi:
Anna Vilppunen
Musiche: Marco Biscarini
Suono: Sami Kiiski
Finlandia/Italia, 2023 – Black Comedy – Durata: 98′

Fulvio Caporale

l'articolo originale lo potete trovare qui: https://www.centraldocinema.it/la-morte-e-un-problema-dei-vivi/

Data di pubblicazione: martedì 10 marzo 2026 • Pubblicato in: Recensioni film