racconti di cinema
Una coppia, Liz e Malcom, decidono di passare un week end nella casa nei boschi della famiglia di lui. Una casa immersa completamente in un bosco atavico e vicina ad un ruscello che scorre incessantemente attraversando tutta la proprietà. Accanto alla casa di Malcom c’è un’altra casa, uguale e che appartiene a suo cugino. Malcom e Liz si frequentano da un anno e dalla telefonata che la donna fa ad una sua amica capiamo che lei non è avezza a concedere tutta questa confidenza ad un uomo. Liz, infatti, appare da subito una donna sensibile, ma un po' chiusa e attenta alle parole e agli sguardi delle altre persone. Appena arrivano Liz percepisce qualcosa, sono solo attimi, ma sente che la casa in qualche modo è viva. Trovano una scatola all’interno della quale c’è una torta. Da quel momento delle forze misteriose sembrano osservarli e accompagneranno tutta la permanenza di Liz nella casa. Sono forse creature antiche che abitano i boschi? Oppure un maleficio aleggia intorno alla villa di legno? Il dubbio è che Liz stia male e abbia le allucinazioni. Ma poi tutto diventa reale.
Per metà film ero convinto che tutto fosse nella testa di Liz. Intuivo che c’era un pericolo sotteso al suo comportamento ma solo dopo alcune scene si comprende che il problema è molto più serio, complicato e sofisticato. Durante la prima parte il meccanismo gira attorno ad una tensione sottesa, una trappola dove Liz prende coscienza di essere bloccata, mentre la seconda parte assume un ritmo diverso e un fascino visivo particolare, che rende l’esperienza, come spettatore, molto originale. Le presenze che popolano la storia hanno motivazioni profonde e un passato da scoprire, ma le regole a cui sembrano obbedire assumono un vero significato solo nel finale.
Fulvio Caporale