Il problema finale di Arturo Pérez-Reverte

Edizioni Settecolori, 2025 - Un omaggio al detective più celebre di tutti i tempi, Sherlock Holmes, e al suo creatore Conan Doyle, in una lucida celebrazione del genere poliziesco classico.

Il problema finale è il più recente libro di Arturo Pérez-Reverte, pubblicato nel 2025 all’interno del catalogo delle Edizioni Settecolori, con la traduzione di Bruno Arpaia.

Giugno 1960. Sullo sfondo di una Grecia da cartolina sferzata da un’improvvisa e violenta tempesta, l’isola di Utakos — a breve distanza da Corfù — si ritrova completamente isolata dal resto del mondo. All’interno del suo raffinato hotel, nove ospiti e lo staff rimangono bloccati: niente comunicazioni, nessuna via di fuga.
La tranquillità del soggiorno svanisce all’improvviso quando Edith Mander, una riservata turista britannica di mezza età, viene trovata morta all’interno di un capanno sulla spiaggia. La porta è sbarrata dall’interno. Tutto farebbe pensare a un tragico suicidio, ma la logica racconta una storia diversa. Senza forze dell’ordine a cui rivolgersi, l’unica autorità presente è la Signora Auslander, proprietaria dell’albergo e dell’isola, accorsa richiamata dalle urla per prendere in mano le prime decisioni.
La tensione sale rapidamente: se non si tratta di un suicidio, tra le mura dell’hotel si nasconde un assassino. Gli sguardi dei presenti si rivolgono allora a Ormond Basil (in arte Hopalong Basil), un attore inglese sul viale del tramonto che negli anni Cinquanta ha legato indelebilmente il proprio volto a quello di Sherlock Holmes sul grande schermo. Spinto dalla paura generale e dall’insistenza degli ospiti, Basil è chiamato a fare l’unica cosa possibile: trasformare la finzione in realtà e applicare la celebre "scienza della deduzione". Al suo fianco, nel ruolo di un’improbabile e improvvisato "Watson", si schiera Francisco Foxá, uno scrittore spagnolo di romanzi gialli. Dopo un’iniziale riluttanza — e un nostalgico scambio di battute sui vecchi film della saga — Basil accetta la sfida. L’attrattiva di calcare per un’ultima volta la scena, seppur in un palcoscenico tragicamente reale, prende il sopravvento.
Le indagini si rivelano da subito una partita a scacchi estremamente complessa. L’assassino è colto, raffinato e sembra trarre un perverso piacere nel provocare il detective. Tra equivoci, citazioni e continui richiami al canone di Arthur Conan Doyle, Basil comprende di essere caduto in una ragnatela ben più articolata del previsto. Pérez-Reverte costruisce così un intreccio serrato in cui i delitti si moltiplicano, riducendo al minimo le possibilità di una risoluzione pacifica. Il protagonista si trova costretto a dismettere gli abiti del vecchio attore in pensione per affrontare una realtà ben più enigmatica e spietata di qualsiasi sceneggiatura cinematografica.

Il problema finale non è solo un omaggio al detective più celebre di tutti i tempi e al suo creatore — che nel 1927 promise profeticamente che sarebbe "ritornato" —, ma rappresenta anche una lucida celebrazione del genere poliziesco classico. Pérez-Reverte sposa il suo stile inconfondibile a una struttura "da camera chiusa" di grande atmosfera, dimostrando come la grande letteratura di genere sappia ancora divertire, colpire ed emozionare.

Fulvio Caporale

L'articolo originale lo potete trovare a questo indirizzo: https://www.sololibri.net/Il-problema-finale-Arturo-Perez-Reverte.html

Data di pubblicazione: giovedì 6 agosto 2026 • Pubblicato in: Recensioni libri