Racconti d'arte
Niki de Saint Phalle è stata un'artista poliedrica. La sua produzione creativa ha spaziato dalla scultura, alla pittura, dalle performance ai lungometraggi. È stata una donna piena di energia e di coraggio che ha considerato l'arte anche un mezzo di comunicazione sociale; è stata una femminista coraggiosa e originale; e, infine, è stata una coerente rappresentante della sua epoca. E' stata tutto questo nell'arco di un'esistenza complessa e difficile; dove la fragilità dell'essere si confonde con una energia dirompente e dove la creatività vulcanica viene a volte influenzata dalle disuguaglianze e dalle ingiustizie a cui ha dovuto assistere, non solo nella sua famiglia, ma anche durante gli anni '60 e '70 in cui la sua battaglia femminista è diventata più intensa. Le sue opere monumentali, come ad esempio i parchi e le grandi sculture, si intrecciano con una riflessione più profonda e struggente sulla persona e la società che la circonda.
Niki de Saint Phalle è vissuta in un'epoca di grandi cambiamenti, dal Movimento femminista degli anni '60 e '70 al Neveau Réalisme di cui è stata protagonista, e ha saputo sfidare gli stereotipi di genere attraverso l'arte, l'amore per il sapere, la sensualità e l'energia creativa. Proprio questa energia che l'ha portata a scolpire, dipingere, disegnare, realizzare lungometraggi è ben rappresentata nella mostra che il Mudec di Milano ha deciso di dedicarle e che è visitabile fino al 16 febbraio 2025. Quello che però colpisce della mostra non è solo la raccolta delle opere che spazia dagli anni '60 fino alla fine della sua produzione, ma per il senso di libertà e di riscatto che le sue opere rappresentano. Per Niki infatti creare era anche un atto di ribellione, un gesto, mai scontato, per mostrare la propria identità, anche se a volte ferita e calpestata, e per raggiungere quella libertà e completezza che l'hanno resa così celebre. Il suo mito artistico non si può slegare dalla sua vita e dalla sua capacità di raccontare, attraverso l'arte, quale battaglia l'uomo deve affrontare per mostrare la propria libertà creativa.
Niki de Saint Phalle, infatti, sapeva ad esempio che poche donne nella storia dell'arte si erano confrontate con la scultura e ancor meno con opere esposte in pubbliche piazze e in questo è stata una pioniera, sperimentando ardite opere che sono state apprezzate in Europa e negli Stati Uniti. Le stesse Nana, sculture di varie dimensioni famose per le loro curve generose, sono un modo per fondare una nuova società matriarcale. Le sue sculture ballano, vivono con gioia ed energia la loro esperienza creativa, sono vive e desiderano coinvolgere con una sensualità generosa chi le guarda. L'artista francese non si è mai davvero sentita parte di un movimento artistico, anche se ha affrontato periodi in cui la sua arte è stata presa in prestito da molte correnti artistiche. Si è sentita invece libera, quando ha realizzato la sua opera monumentale, e forse più famosa: un villaggio artistico a Capalbio, chiamato Il Giardino dei Tarocchi, dove lo spettatore è anche attore attivo in una dimensione viva, in cui può sviluppare un dialogo con le sculture, le quali diventano anche case e luoghi di fantasia e pensiero.
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| Niki de Saint Phalle. Lily ou Tony / Lily o Tony 1965. Prestatore: Collezione privata. © 2024 NIKI CHARITABLE ART. FOUNDATION. All rights reserved. Photo: Aurélien Mole |