recensione di film
Marino Pacileo è un contabile del carcere di PoggioReale, lo chiamano Gorbaciof perché ha una voglia rossa sulla fronte. Ha una passione sfrenata per il gioco d’azzardo ed in particolare per il poker che gioca quasi ogni sera nel retrobottega di un ristorante cinese. Il proprietario del ristorante ha una figlia, Lila, di cui Pacileo si innamora e quando scopre che probabilmente il padre la vuole vendere per saldare un debito di gioco fa di tutto per proteggerla. In questo tutto ci sarà una rapina, i soldi che sottrae al suo ufficio e una affiliazione con la mafia. E mentre Pacileo sprofonda in una serie di compromessi sempre più torbidi inizia in lui un cambiamento e in qualche modo una risalita creando una sorta di paradossale trasformazione nel suo modo di intendere la vita.
Pacileo è interpretato da uno straordinario Toni Servillo che costruisce, grazie ad una mimica molto azzeccata, un personaggio originale e mai tedioso. In qualche modo tutto il film finisce per girare attorno al personaggio di Toni Servillo che non lascia spazio alle altre interpretazioni e ai pregi del film. La regia asseconda molto il protagonista raccontando una Napoli da Far West in cui l’ambientazione accompagna e sorregge bene la caricatura dei personaggi. Troppa attenzione al contesto e a Servillo fanno cadere il regista in alcune ingenuità, come la scena finale dell’aeroporto che appare superflua o la scena dello zoo in cui viene forzato il rapporto fra Lila e Pacileo.
Regia: Stefano Incerti
Soggetto e Sceneggiatura: Diego De Silva e Stefano Incerti
Fotografia: Pasquale Mari
Montaggio: Marco Spoletini
Scenografie: Lino Fiorito
Costumi: Ortensia De Francesco
Musiche: Teho Teardo
Suono: Daghi Rondanini
Italia, 2010 – Drammatico – Durata: 85’
Cast: Toni Servillo, Mi Yang, Nello Mascia, Gaetano Bruno
Fulvio Caporale
L'articolo originale lo potete trovare qui: https://www.centraldocinema.it/gorbaciof/