Attraverso la notte di William Sloane

un'opera letteraria meravigliosamente inquietante

Nell'introdurre Attraverso la notte, Stephen King parla di un'opera "a tutto tondo". Il romanzo di William Sloane è infatti un raro esempio di ibridazione letteraria: un amalgama perfetto di fantascienza, horror, thriller e avventura che sfugge a ogni rigida etichetta di genere.

La narrazione si apre nel 1936, in una gelida notte d'inverno. Bark e Jerry, legati da un'amicizia indissolubile, si ritrovano nel loro vecchio campus universitario. È qui che Jerry decide di far visita al professor LeNormand, un accademico dalle teorie radicali. Ciò che i due amici troveranno nel suo studio è un orrore indicibile, una tragedia reale ma priva di spiegazioni logiche. L'impatto di quell'evento è tale da condurre Jerry al suicidio, lasciando a Bark il compito di ricostruire i passi dell'amico verso l'abisso.

Al centro della vicenda emerge però una figura magnetica: Selena, la vedova del professore. Il suo ingresso nel racconto è discreto, ma la sua presenza agisce come un agente patogeno che altera i riti e le convenzioni dei protagonisti. Sloane orchestra il racconto su tre livelli: la cronaca dei fatti, l'intimità delle relazioni e l'inquietante verità metafisica che trasforma per sempre le loro esistenze.

Sloane, che ha dedicato la vita ai libri come editore e docente, possiede uno stile cristallino, quasi classico, capace però di generare una spirale narrativa inarrestabile. La forza di Attraverso la notte (edito in Italia da Adelphi nella puntuale traduzione di Gianni Pannofino) risiede nel non detto. Come un mosaico a cui manca il tassello fondamentale, il libro tormenta il lettore, lasciandolo immerso nel dubbio che l'unica realtà autentica sia proprio quella che rimane preclusa alla nostra comprensione.

Attraverso la notte
di William Sloane
Adelphi, maggio 2024

Traduzione di Gianni Pannofino

pp. 279

©Fulvio Caporale

Data di pubblicazione: giovedì 1 gennaio 2026 • Pubblicato in: Recensioni libri
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